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Resoconto attività 2025

  • Immagine del redattore: Irene Balducci
    Irene Balducci
  • 9 gen
  • Tempo di lettura: 4 min

In occasione dell’Assemblea di Distretto del 17 Dicembre scorso è stata illustrata la relazione della attività svolte nel 2025. Sono state molteplici, ne segnaliamo alcune.



Modifica dell’organizzazione tecnica del Distretto per affidare  la funzione di soggetto referente al GAL Terre Etrusche

L’iniziativa è stata operata per permettere la realizzazione di due principali obiettivi.

Il primo è fornire al Distretto uno strumento operativo che abbia una personalità giuridica più “consistente” rispetto all’Associazione e che abbia una propria struttura tecnica, indispensabile per superare difficoltà oggettive dovute al “volontariato” su cui si regge l’Associazione Distretto Rurale. Nominare il GAL Terre Etrusche come soggetto referente, in quanto ente privato ma di emanazione pubblica, tutela inoltre la trasparenza e la regolarità delle procedure pubblicistiche applicate.       

In secondo luogo, con la scelta effettuata, si intende rafforzare il metodo di lavoro concertativo nel perseguimento di politiche territoriali integrate, così che le diverse articolazioni in cui si dividono gli ambiti di azione sul territorio (Distretti Rurali, Contratti di fiume, gestione delle Aree Interne…) possano confrontarsi agendo all’unisono in quella che è stata definita un’unica “cabina di regia”, con lo scopo di non disperdere risorse in attività parallele e talvolta sovrapponibili ma al contrario di dare maggiore efficienza alle attività, grazie all’attivazione di ogni sinergia possibile, tra le diverse organizzazioni.


Ingresso del Comune di Peccioli nel Distretto Rurale

Un fatto di enorme importanza, sia per affermare il valore che ha l’appartenenza al Distretto per il valore aggiunto che porta al territorio e alle sue aziende, sia per la partecipazione al metodo di lavoro condiviso per la definizione di politiche territoriali. Oltre a questo va considerato che il territorio coltivato del Comune di Peccioli vanta una notevole superficie destinata all’agricoltura biologica, elemento questo che contribuirà notevolmente a condurre il Distretto verso il riconoscimento di Distretto Biologico. Oltre a tutto questo il Comune di Peccioli ha una vasta esperienza in tema di innovazione, sperimentata in molti ambiti della pubblica amministrazione, e potrà quindi portare un notevole contributo di competenza nel lavoro del Distretto. 


Partecipazione a Bando regionale per conto del Comune di Buti

All'apertura del bando di Regione Toscana “L.R. 11/2025 Valorizzazione della Toscana Diffusa – Attività di promozione dei territori rurali e valorizzazione delle produzioni agricole e agroalimentari della Toscana. Annualità 2025” il Distretto ha immediatamente trasmesso la comunicazione alle Amministrazioni comunali del territorio.

Il Comune di Buti ha manifestato il proprio interesse ed ha iniziato ad elaborare una proposta di partecipazione al bando con lo scopo di valorizzare l’Olio extravergine di Oliva dell’area butese e il Castel Tonini recentemente restaurato. La proposta elaborata ha partecipato al Bando ed è stata finanziata dalla Regione.

Nei giorni dell'8 e 9 Novembre 2025 si è svolta a Buti un'iniziativa molto interessante di promozione e valorizzazione del territorio e delle sue produzioni agroalimentari, grazie al contributo regionale, ottenuto in virtù dell’appartenenza del Comune di Buti al Distretto Rurale. Si è trattato quindi di un risultato concreto per il Distretto stesso, a dimostrazione di quanto questa presenza possa costituire un fattore strategico per le Amministrazioni locali, facilitando l'accesso alle opportunità di finanziamento e rafforzando politche di sviluppo e valorizzazione dei territori rurali


Costituzione della Conferenza degli Assessori allo Sviluppo Economico del Distretto

Per definire un programma di lavoro che coinvolgesse, interessandole, le attività dei Comuni del Distretto, nel Maggio 2025 è stata istituita la Conferenza degli Assessori allo Sviluppo Economico, con l’intento di definire una strategia di sviluppo territoriale condivisa. 

Tra le prime azioni è stato distribuito un sondaggio per individuare gli ambiti ritenuti strategici dalle amministrazioni comunali, allo scopo di mettere in relazione i programmi di investimento intrapresi dai territori. Sono risultate almeno cinque tematiche che interessano la quasi totalità dei comuni, ovvero:

  1. la costituzione di una rete di percorsi naturalistici, sentieristici e ciclabili, comune

  2. gli interventi di riqualificazione dei centri storici e la loro dotazione di servizi

  3. i servizi di informazione turistica

  4. la rete dei comuni della zona del tartufo bianco delle Colline Sanminiatesi

  5. la valorizzazione dei musei territoriali.   

Sono anche state rilevate altre tematiche, proposte da alcune amministrazioni, attinenti a territori specifici, che potrebbero divenire patrimonio comune quali:

  1. la riqualificazione di Palazzo Valli a Ponsacco da utilizzare come “porta e vetrina” per il territorio del Distretto

  2. la valorizzazione del Polo Vivaistico del Crespinese.

In seguito alla discussione si è deciso di individuare inizialmente 4 tematiche per un primo percorso condiviso di collaborazione tra Amministrazioni comunali, finalizzato la perseguimento dei seguenti obiettivi:  

  • la valorizzazione di percorsi naturalistici, con l’individuazione di una rete intercomunale che abbracci un territorio più esteso possibile, e sensibilizzi attività e strutture ricettive per la valorizzazione di questa risorsa come attrattiva turistica

  • la costituzione della rete degli uffici turistici e di informazione turistica, in modo da mettere in relazione il sistema delle informazioni da fornire ai turisti, ma anche di estendere la possibilità all’intero Distretto di effettuare le prenotazioni

  • la valorizzazione dei centri storici attraverso la definizione di un sistema che riunisca in un unico progetto territoriale il miglioramento della qualità dei servizi per i residenti e l’attrattività dei borghi rurali

  • la valorizzazione del tartufo come risorsa non solo gastronomica, ma anche per la valorizzazione e notorietà dell’intero territorio.

 
 
 

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